Sì, il canone tassato con la cedolare secca conta nell’ISEE: anche se è soggetto a un’imposta sostitutiva e non si somma agli altri redditi per calcolare l’aliquota IRPEF, rientra tra i redditi che l’indicatore considera. Scegliere la cedolare, quindi, non serve ad abbassare l’ISEE e non va valutato con questo obiettivo.
È un equivoco frequente, perché la cedolare viene spesso descritta come reddito tassato a parte. È vero per l’IRPEF, non per tutto il resto.
Due piani diversi: IRPEF e soglie di reddito
La cedolare ha un effetto preciso: il canone non fa cumulo con gli altri redditi ai fini delle aliquote IRPEF. Se lavori e affitti un appartamento, lo stipendio resta tassato con le sue aliquote e il canone con il 21% o il 10%, senza spingerti nello scaglione superiore.
Per diverse soglie di reddito, però, il canone in cedolare continua a contare. Le principali sono tre: il limite per essere familiare a carico, il calcolo dell’ISEE e l’accesso ad alcune agevolazioni legate al reddito.
Un esempio con i numeri
Hai 22.000 € di reddito da lavoro e affitti un bilocale a canone libero a 9.000 € l’anno.
- Con la cedolare paghi 9.000 × 21% = 1.890 € sul canone, e il tuo stipendio resta tutto nello scaglione del 23%.
- Nel regime ordinario il canone imponibile sarebbe il 95%, cioè 8.550 €, e il tuo reddito complessivo salirebbe a 30.550 €. L’IRPEF sul canone sarebbe 6.000 × 23% + 2.550 × 33% = 2.221,50 €, più addizionali e registro.
Sul fronte fiscale la cedolare conviene. Sul fronte ISEE, invece, il canone entra nel calcolo in entrambi i casi: non c’è un regime che lo faccia sparire. Per il confronto fiscale sul tuo caso usa il calcolatore cedolare o IRPEF.
Domande e risposte
Devo fare qualcosa di particolare nella DSU?
La DSU, la dichiarazione da cui si ricava l’ISEE, utilizza in gran parte dati già in possesso dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, comprese le dichiarazioni dei redditi in cui hai indicato la cedolare. Quello che devi fare è controllare che i dati riportati siano corretti e completi, e far correggere eventuali errori prima di usare l’attestazione.
Quale anno di redditi conta?
L’ISEE non guarda ai redditi dell’anno in corso ma a quelli di anni precedenti. Questo significa che un canone incassato oggi può influire su un ISEE richiesto più avanti, e che un contratto appena chiuso può continuare a pesare per un po’.
Oltre al canone conta anche la casa?
Sì. L’ISEE considera anche il patrimonio immobiliare, quindi l’appartamento affittato pesa due volte: come reddito, per il canone, e come patrimonio, per il suo valore. La scelta del regime fiscale non cambia nessuno dei due aspetti.
Conviene rinunciare alla cedolare per motivi di ISEE?
Di norma no, perché l’ISEE non migliora tornando all’IRPEF e intanto rischi di pagare più tasse. Le ragioni per restare nel regime ordinario sono altre, per esempio detrazioni importanti che con altri redditi bassi rischiano l’incapienza. Se stai pensando di uscire dalla cedolare, leggi prima la guida alla revoca della cedolare secca.
E per l’inquilino cosa cambia?
Per chi è in affitto la situazione è diversa: il canone pagato per l’abitazione principale, con contratto registrato, può ridurre l’ISEE entro i limiti previsti. Il fatto che il proprietario abbia scelto la cedolare non incide su questa possibilità.
E per i familiari a carico?
Vale lo stesso principio. Se il familiare che hai a carico, per esempio un figlio o il coniuge, incassa un canone in cedolare, quel canone si somma ai suoi altri redditi per verificare il limite: può fargli perdere lo status di familiare a carico anche se l’imposta pagata è contenuta.
Il deposito cauzionale conta come reddito?
No, il deposito cauzionale non è reddito del proprietario e non va considerato come canone. Allo stesso modo non contano le spese condominiali rimborsate dall’inquilino, se indicate separatamente dal canone.
In sintesi
- La cedolare non fa cumulo per l’IRPEF, ma il canone resta un reddito.
- Nell’ISEE il canone conta, con la cedolare come con l’IRPEF.
- La casa affittata entra anche nel patrimonio immobiliare.
- La scelta del regime va fatta per motivi fiscali, non per l’ISEE.
Se l’ISEE è decisivo per una prestazione che ti interessa, fai verificare i dati della DSU da un CAF prima di presentarla, e usa il calcolatore della cedolare secca per capire quanto pagherai sul canone.
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Articolo informativo. Per il tuo caso specifico rivolgiti a un commercialista o a un CAF.