Confronta la cedolare secca con la tassazione ordinaria IRPEF usando gli scaglioni 2026 (23%, 33%, 43%), le addizionali e l’imposta di registro.
Inserisci il canone e gli altri redditi dell’anno.
Per il regime ordinario il calcolatore somma tre voci:
Per la cedolare secca basta applicare il 21% o il 10% all’intero canone annuo: registro e bollo non sono dovuti.
| Situazione | Cosa conviene di solito |
|---|---|
| Canone concordato, qualsiasi reddito | Cedolare al 10%: quasi sempre più leggera |
| Canone libero, reddito oltre 28.000 € | Cedolare al 21%: l’IRPEF partirebbe dal 33% più addizionali |
| Canone libero, reddito sotto 28.000 € | Da valutare: 23% IRPEF sul 95% più addizionali e registro, contro il 21% |
| Molte spese o detrazioni da recuperare | Verifica con un professionista: il regime ordinario può tornare utile |
Oltre al risparmio d’imposta, valuta altri aspetti:
Con il canone concordato al 10% conviene quasi sempre. Con il canone libero al 21% conviene di norma quando il reddito complessivo supera i 28.000 €, perché il canone verrebbe tassato al 33% o al 43% più le addizionali.
La legge riconosce una deduzione forfettaria del 5% del canone per le spese. Per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa si aggiunge un’ulteriore riduzione del 30%, quindi si tassa il 66,5% del canone.
No. Il confronto calcola l’IRPEF marginale dovuta sul canone. Se hai detrazioni importanti che rischi di non poter usare per incapienza, il risultato reale del regime ordinario può cambiare.