Sì, anche il contratto transitorio può essere tassato con la cedolare secca: l’aliquota è del 10% se il canone è concordato e l’immobile si trova in un comune ad alta tensione abitativa, del 21% in tutti gli altri casi. È la soluzione tipica per chi affitta a lavoratori in trasferta, a chi aspetta la consegna di una casa nuova o a chi ha comunque un’esigenza abitativa limitata nel tempo.
In breve
- Durata: da 1 a 18 mesi.
- Cedolare al 10% per il transitorio a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa.
- Cedolare al 21% fuori da quei comuni.
- Opzione nel modello RLI alla registrazione, entro 30 giorni dalla stipula.
- Per tutta la durata dell’opzione niente aggiornamenti del canone.
Le domande più frequenti
Quanto si risparmia con il 10% rispetto al 21%?
Facciamo un esempio. Affitti un bilocale a Firenze con un transitorio a canone concordato di 10 mesi, a 750 € al mese. Il canone complessivo è 7.500 €.
- Con la cedolare al 10%: 7.500 × 10% = 750 €.
- Se lo stesso contratto fosse in un comune fuori elenco, al 21%: 7.500 × 21% = 1.575 €.
La differenza è di 825 € su un solo contratto. In entrambi i casi non paghi imposta di registro e di bollo, e la cedolare sostituisce anche l’IRPEF e le addizionali sul canone.
Come capisco se il mio comune è ad alta tensione abitativa?
Ci rientrano le 11 grandi città indicate dal DL 551/1988 (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia), i comuni confinanti con queste, tutti i capoluoghi di provincia, i comuni della delibera CIPE 87/2003 e quelli per cui è stato deliberato lo stato di emergenza per calamità tra il 2009 e il 2014. Puoi controllare il tuo nell’elenco dei comuni con cedolare al 10% per provincia.
Serve qualche documento in più per il concordato?
Se il contratto concordato è stipulato senza l’assistenza delle associazioni di categoria, serve l’attestazione di rispondenza rilasciata da un’associazione firmataria dell’accordo territoriale, che conferma che canone e condizioni rispettano l’accordo. Senza questa attestazione rischi di perdere l’aliquota agevolata. Nel contratto transitorio va inoltre indicata l’esigenza che giustifica la durata breve.
Un transitorio di un mese è un affitto breve?
Dipende dalla durata effettiva. Fiscalmente sono affitti brevi le locazioni fino a 30 giorni: se il rapporto non supera questa soglia ricadi in quella disciplina, con le sue regole, compresa l’aliquota del 26% sul secondo immobile. I contratti di durata complessiva fino a 30 giorni nell’anno con lo stesso inquilino, inoltre, non vanno registrati. Oltre i 30 giorni, invece, sei nella cedolare ordinaria. Le regole degli affitti brevi le trovi nella pagina dedicata agli affitti brevi.
Quando si sceglie la cedolare per un transitorio?
Nel modello RLI, al momento della registrazione del contratto, entro 30 giorni dalla stipula. Prima di optare devi comunicare all’inquilino, con raccomandata o PEC, la rinuncia agli aumenti del canone, a meno che non sia già scritta nel contratto. Su un contratto di pochi mesi l’aggiornamento ISTAT pesa poco, quindi di solito la rinuncia non è un sacrificio.
Posso revocare la cedolare su un transitorio?
La revoca si esercita nelle annualità successive alla prima, con modello RLI entro 30 giorni dall’inizio dell’annualità, pagando l’imposta di registro. Su un transitorio la questione si pone solo se il contratto supera i 12 mesi: per durate più brevi c’è una sola annualità e la scelta fatta alla registrazione vale per tutto il contratto.
Il deposito cauzionale si tassa?
No. Il deposito cauzionale, che non può superare tre mensilità e produce interessi legali a favore dell’inquilino, non è reddito del proprietario. Anche le spese condominiali rimborsate dall’inquilino, se indicate separatamente dal canone, restano fuori dalla base imponibile.
Posso affittare un transitorio anche se l’inquilino è un’azienda?
Il caso del lavoratore in trasferta con contratto intestato alla società è frequente. La Cassazione, con la sentenza 12395/2024, ha ammesso la cedolare quando l’immobile abitativo è usato davvero a fini abitativi, per esempio come foresteria, mentre l’Agenzia delle Entrate aveva una posizione contraria. Prima di optare valuta il rischio con un professionista.
L’IMU resta dovuta?
Sì. La cedolare sostituisce IRPEF, addizionali, registro e bollo, ma non l’IMU, che resta a carico del proprietario. La TARI, invece, è di norma a carico di chi occupa l’immobile.
Prima di firmare un transitorio, inserisci canone e durata nel calcolatore della cedolare secca per vedere quanto pagherai; se hai dubbi sui requisiti dell’accordo territoriale, rivolgiti a un CAF o a un commercialista.
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Articolo informativo. Per il tuo caso specifico rivolgiti a un commercialista o a un CAF.